Con il Ghana che apre la strada, otto Paesi dell'Africa dell'Ovest hanno ridotto la fame in modo significativo tra il 1980 e il 1996. Infatti, i cinque paesi che hanno ottenuto i migliori risultati su scala mondiale provenivano tutti da questa subregione. Viceversa, nell'Africa Centrale, nell'Africa dell'Est e nel Sud Africa, lo scenario è molto diverso. In queste subregioni, le proporzioni e il numero delle persone sottoalimentate sono generalmente aumentati. Il Burundi ha subito il più grande aumento, con la proporzione di persone sottoalimentate che è cresciuta dal 38 al 63 percento tra il 1980 e il 1996. Ma anche altri 13 paesi nell'Africa Centrale, nell'Africa dell'Est e nel Sud Africa, hanno mostrato un grande incremento della sottoalimentazione.
Sostenuto da una forte economia e da un intenso aumento nella produzione di raccolti alimentari di base, il Ghana, tra il 1980 e il 1996, ha ridotto la sottoalimentazione più rapidamente che qualsiasi altro Paese nel mondo. La media dell'assunzione alimentare è cresciuta vertiginosamente da 1790 a più di 2600 calorie al giorno. I guadagni sono interamente provenuti da un aumento della produzione alimentare, con importazioni che sono rimaste virtualmente immutate. L'introduzione di varietà migliorate di manioca ha spinto la produzione di questo principale cibo di base di circa il 40 per cento. Sono state anche intensamente migliorate le produzioni di patate dolci, granoturco e riso, e la vigorosa economia ha incoraggiato i contadini ad aumentare l'area dei raccolti a più del 25 percento.
Complessivamente, l'economia è cresciuta a una velocità annuale del 2,3 per cento. L'aumentata prosperità ha portato sostanziali miglioramenti nell'igiene, sanità ed istruzione. La proporzione della popolazione con accesso ad acqua sicura è aumentata dal 35 al 65 per cento. L'analfabetismo è stato ridotto sostanzialmente, dal 57 al 36 per cento.
Il periodo di rapida crescita del Ghana è stato incoraggiato da riforme atte a rinvigorire l'economia dopo un lungo periodo di declino. Uno speciale Programma per mitigare i costi sociali dell'aggiustamento e altri programmi sociali sono stati d'aiuto per proteggere i gruppi vulnerabili da possibili effetti negativi delle riforme.
Malgrado i progressi rimarchevoli del Ghana, circa un terzo della popolazione è povera e il 10 per cento vive in sacche di estrema povertà nelle aree rurali. Questi alti livelli di povertà significano che la insicurezza alimentare e la vulnerabilità persistono. La continuata crescita economica e l'aumento delle opportunità di impiego fuori dalle fattorie sarà cruciale per il mantenimento del ritmo del progresso.
La sottoalimentazione è aumentata bruscamente e la produzione alimentare è crollata nel momento in cui il Burundi deve fronteggiare una rapida crescita della popolazione insieme a gravi degradazioni del terreno e turbolenti conflitti civili. La media dell'assunzione alimentare giornaliera è crollata, tra il 1980 e il 1996, da 2020 a 1669 calorie, molto al di sotto dei fabbisogni minimi. È anche diminuita la produzione di manioca, di patate da zucchero e fagioli, i principali sostegni del regime alimentare del Burundi. Con un ritmo di crescita annuale del 2,7 per cento, la popolazione del Burundi sta aumentando con più velocemente della sua economia, causando un ritmo negativo di crescita per persona. La debole economia del Burundi e l'isolamento geografico hanno lasciato il Paese in una opprimente condizione rurale (con più del 90 per cento delle persone che vivono in campagna) e quasi completamente dipendente dalla produzione alimentare interna. La rapidità di crescita della popolazione ha forzato le limitato risorse del suolo del Paese sino a punto di rottura. Più del 80 per cento della fragile terra montagnosa del Burundi è gravemente degradato. Sono diminuite sia le aree coltivate che la produzione di raccolti.
I problemi di produzione del Burundi sono stati aggravati dalle infrastrutture di trasporto e di mercato scarsamente sviluppate. In aggiunta, i conflitti civili hanno interrotto la produzione e hanno limitato ulteriormente le opportunità di scambio.
L'isolamento fisico del Burundi costituisce uno dei principali ostacoli per il commercio e ha impedito la crescita dei settori non agricoli. Ma la spirale della crescita della popolazione, il degrado ambientale e la caduta della produzione agricola impongono che le soluzioni ai problemi della sicurezza alimentare del Burundi debbano essere trovate fuori dell'agricoltura.